Qualche settimana fa ho visitato la Fondazione Bonollo a Thiene, un luogo che sta portando nella nostra zona mostre di grande qualità e respiro internazionale.
Tra le sale bianche, illuminate in modo essenziale, mi sono fermato davanti alle opere della mostra “Speech Weavers” di Paloma Proudfoot e alla collettiva “Materia Vibrante / Vibrant Matter” con opere provenienti dalla collezione di Fondazione Bonollo Arte Contemporanea.
Mi ha colpito la capacità di trasformare materiali comuni e fragili in racconti potenti: corpi, memorie e simboli che parlano al presente.
Ogni volta che entro in uno spazio espositivo così, mi porto via due cose:
– la consapevolezza che l’arte non è mai lontana, basta saperla cercare anche vicino a casa;
– e la conferma che i luoghi hanno bisogno di essere abitati dall’arte per continuare a vivere, trasformandosi in punti di incontro e riflessione.
Visitare la Fondazione Bonollo è stato un promemoria: l’arte ci invita sempre a guardare con occhi nuovi, anche quando pensiamo di conoscere già il nostro territorio.
