TRACCIA
2026
cm. 60×60
Fondo polimaterico e acrilico su tela
TRACCIA non è solo ciò che si vede: è ciò che resta quando l’azione è finita.
In questo laboratorio artigiano la presenza umana non appare come figura, ma come insieme di segni: utensili lasciati sul banco, recipienti, superfici segnate, piccoli disordini che sembrano sospesi nel tempo.
Ogni elemento suggerisce un gesto appena compiuto, un lavoro interrotto, un’attesa diventata durata.
La luce che entra dalle finestre non si limita a illuminare: incide lo spazio. Filtrata dai riquadri del vetro, spezza e modella l’ambiente in fasce oblique, trasformando pavimento e oggetti in una specie di “mappa” emotiva.
È una luce che mette a nudo polvere, abrasioni, patine, crepe: tutto ciò che il tempo deposita e che diventa la vera scrittura del luogo.
Il punto di vista dall’alto accentua la sensazione di osservare una scena da decifrare: non siamo qui per usare il laboratorio, ma per leggerlo.
E allora “TRACCIA” diventa la testimonianza più concreta di una presenza sottratta, ancora chiarissima nelle sue impronte: una memoria materiale fatta di luce, materia e silenzio.
