Un riconoscimento alla pittura, alla luce e agli spazi sospesi della memoria
Venerdì 22 maggio 2026, al Teatro Toniolo di Mestre, Carlo Martini ha ricevuto il Primo Premio al Premio Mestre di Pittura 2026 con l’opera “Spiraglio”. Un riconoscimento importante che conferma il valore di una ricerca pittorica dedicata alla luce, agli spazi interiori e alla memoria silenziosa dei luoghi.
“Spiraglio” vince il Premio Mestre di Pittura 2026
Ci sono momenti che arrivano dopo anni di lavoro, di ricerca silenziosa, di dubbi, di tentativi, di fedeltà a una visione.
Venerdì 22 maggio 2026, al Teatro Toniolo di Mestre, ho ricevuto il Primo Premio al Premio Mestre di Pittura 2026 con la mia opera “Spiraglio”.
È un riconoscimento che mi emoziona profondamente, non solo per il prestigio del premio, ma perché arriva dentro un percorso artistico che negli ultimi anni ho cercato di portare avanti con coerenza, attenzione e sincerità.
“Spiraglio” è un’opera che appartiene pienamente alla mia ricerca pittorica: quella sugli interni, sulla luce, sulle tracce lasciate dal tempo, sugli spazi abitati anche quando sembrano vuoti.
Un premio che ha un valore speciale
Il Premio Mestre di Pittura è uno dei riconoscimenti più significativi dedicati alla pittura contemporanea nel territorio veneziano. L’edizione 2026 ha visto la selezione di 60 opere finaliste tra circa 600 candidature, esposte al MUVEC – Casa delle Contemporaneità / Centro Culturale Candiani di Mestre dal 25 aprile al 7 giugno 2026.
Essere tra i finalisti era già per me motivo di grande soddisfazione.
Ricevere il Primo Premio è stato qualcosa di più: un momento di conferma, di gratitudine e anche di responsabilità.
Quando un’opera viene scelta, premiata e riconosciuta pubblicamente, non viene premiata soltanto una tela. In qualche modo viene riconosciuto anche tutto ciò che sta prima: il lavoro quotidiano, la ricerca, le scelte, le rinunce, la necessità di continuare a credere nella pittura come linguaggio vivo.
L’opera: “Spiraglio”
“Spiraglio” nasce da un’immagine interiore prima ancora che da una composizione pittorica.
Mi interessava rappresentare uno spazio sospeso, un ambiente attraversato dalla luce, dove la presenza umana non è mostrata direttamente ma rimane percepibile attraverso gli oggetti, le sedute, i libri, la disposizione delle cose.
Nei miei lavori gli interni non sono mai semplicemente stanze.
Sono luoghi della memoria, della coscienza, dell’attesa.
Spazi in cui la luce non serve solo a illuminare, ma diventa presenza, possibilità, apertura.
Il titolo “Spiraglio” racchiude proprio questo: una piccola apertura, un passaggio, una luce che entra e modifica la percezione di tutto ciò che incontra.
In un tempo in cui siamo spesso abituati a immagini veloci, immediate, consumate in pochi istanti, la pittura mi permette ancora di fermarmi. Di osservare. Di restare dentro un silenzio. Di dare valore a ciò che sembra marginale, fragile, dimenticato.
Il momento della premiazione
La cerimonia finale si è svolta al Teatro Toniolo di Mestre, in una serata intensa, partecipata, dedicata alla pittura e agli artisti selezionati.
Vedere la mia opera proiettata sul grande schermo, ascoltare il mio nome e salire sul palco per ricevere il premio è stato un momento che porterò con me a lungo.
Non lo considero solo un traguardo personale, ma anche una tappa importante di un cammino che continua.
Ogni riconoscimento, quando arriva, porta con sé una domanda: cosa farne, ora?
Per me la risposta è semplice: continuare a lavorare. Continuare a cercare. Continuare a dare forma, attraverso la pittura, a quegli spazi interiori in cui luce, memoria e presenza si incontrano.
Un’opera che entra in una nuova storia
Uno degli aspetti più significativi di questo premio è il destino dell’opera.
“Spiraglio” non rimane soltanto una tela premiata: entra in una nuova relazione con il pubblico, con il contesto museale, con la storia del Premio Mestre e con il percorso della pittura contemporanea.
Sapere che un’opera nata nel silenzio dello studio possa poi trovare una collocazione così importante è qualcosa che mi riempie di gratitudine.
Per un artista, ogni opera è anche una separazione.
La si accompagna fino a un certo punto, poi inizia a vivere altrove.
E forse è proprio questo il senso più bello: quando un dipinto smette di appartenere solo a chi lo ha realizzato e comincia a diventare esperienza per altri sguardi.
Rassegna stampa e contenuti video
Il Premio Mestre di Pittura 2026 ha ricevuto attenzione anche da parte della stampa e dei media locali.
Tra i contenuti che hanno raccontato la serata e la proclamazione dei vincitori, segnalo con piacere il servizio video di Antenna 3 e gli articoli dedicati al premio pubblicati da Gente Veneta, Il Gazzettino e da altri canali di informazione del territorio.
Qui sotto è possibile vedere il servizio video dedicato alla cerimonia finale del Premio Mestre di Pittura 2026.
Video della cerimonia finale del Premio Mestre di Pittura 2026.
La proclamazione dei vincitori si è svolta al Teatro Toniolo di Mestre.
(Il video parte dal momento della proclamazione dei tre vincitori)
Ringraziamenti
Desidero ringraziare il Premio Mestre di Pittura, Il Circolo Veneto, i mecenati, la giuria tecnica e tutte le persone che rendono possibile un appuntamento così importante per la pittura.
Un ringraziamento particolare va anche a chi, nel tempo, ha seguito e sostenuto il mio lavoro, comprendendo il valore di una ricerca che nasce dagli spazi, dalla luce e da ciò che resta sospeso tra presenza e assenza.
Questo premio rappresenta per me una grande gioia, ma anche un nuovo punto di partenza.
La pittura continua a essere il mio modo di osservare il mondo.
E, forse, anche di cercare ogni volta un piccolo spiraglio.
Se ti fa piacere, puoi contattarmi per collaborazioni, progetti di comunicazione o per informazioni sul mio lavoro artistico:
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